LICEO ARTURO TOSI X PARCO DELLE ROGGIE

| NO NOME IN LATINO | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Astridae |
| Ordine | Asterales |
| Genere | Taraxacum |
I nomi della pianta "dente di leone" e "soffione" derivano rispettivamente dalla forma dentata delle foglie e dalla palla lanosa che contiene i semi. Il nome ufficiale "Tarassaco" ha origine dal greco, dove "tarakhḕ" significa "scompiglio" e "àkos" significa "rimedio", indicando la capacità della pianta di ristabilire l'equilibrio dell'organismo. Infine, il nome "piscialetto" deriva dalle proprietà diuretiche della pianta.
Il tarassaco è una pianta erbacea perenne, con un'altezza che varia tra i 10 e i 30 cm. Ha una robusta radice a fittone dalla quale si sviluppa una rosetta basale di foglie munite di gambi corti e sotterranei. Le foglie sono semplici, oblunghe, lanceolate e lobate, con un margine dentato che le fa somigliare a denti di leone, da cui il nome comune della pianta. Il fusto, che si sviluppa successivamente dalle foglie, è un gambo cavo, liscio e lattiginoso, culminante in un'infiorescenza giallo-dorata chiamata capolino. Questo è composto da due file di foglioline piegate all'indietro, che fungono da calice, e contiene centinaia di piccoli fiori. Ogni fiore è ermafrodita e ha una forma allungata, composto dai petali. Gli stami sono saldati a formare un tubo, mentre l'ovario contiene un solo ovulo. L'impollinazione avviene generalmente tramite insetti ma può anche essere favorita dal vento. Dopo la fioritura, da ogni fiore si sviluppa un frutto secco chiamato achenio, dotato di un pappo bianco, formato da peli che fungono da paracadute, facilitando la dispersione del seme attraverso il vento quando il frutto si stacca dal capolino. La fioritura avviene principalmente in primavera, ma può estendersi fino all'autunno.
Il tarassaco cresce spontaneamente nelle zone di pianura fino a un'altitudine di 2000 m e in alcuni casi può risultare invasivo. È una pianta comune nei climi temperati e si adatta a diversi tipi di terreno e esposizione, sebbene preferisca suoli scioli e spazi aperti, esposti al sole o in parziale ombra. In Italia è diffuso in vari habitat, inclusi prati, terreni incolti, sentieri e margini stradali.
Il tarassaco, conosciuto anche come "dente di leone", è una pianta versatile utilizzata sia in cucina che in medicina popolare. Usi culinari: Le foglie giovani vengono spesso consumate in insalata, da sole o con altre verdure, e in alcune regioni sono tradizionalmente servite con uova sode durante le scampagnate di Pasquetta. In Liguria, sono parte del ripieno dei pansotti. I petali dei fiori possono essere aggiunti a insalate miste o conservati sott'olio o sott'aceto. I fiori possono essere fritti in pastella. Le radici tostate possono essere utilizzate per preparare un surrogato del caffè chiamato "caffè di tarassaco". In orticoltura, sono coltivate varietà mutate per l'uso in insalata e come verdura. Usi in medicina popolare: Il tarassaco è utilizzato in varie composizioni fitoterapiche per trattare disturbi epatici, biliari, reumatici, spasmodici e diuretici. È noto anche per le sue proprietà e come lassativo blando. Alcuni studi indicano che il tarassaco potrebbe interferire con l'interazione tra il recettore ACE2 delle cellule e la proteina spike del virus SARS-CoV-2. In fitoterapia, viene usato per trattare la disappetenza e i disturbi dispeptici. Apicoltura: Il tarassaco è una pianta molto visitata dalle api, che raccolgono abbondante nettare da essa, producendo un miele mono florale di ottima qualità. In sintesi, il tarassaco è una pianta preziosa per la sua versatilità culinaria e le sue proprietà medicinali, ed è anche un importante risorsa per le api nella produzione di miele.